
Borgaro Torinese – Torino
Un percorso che unisce Borgaro e Torino attraverso luoghi, persone, memoria, arte, musica e parola. Nasce “Abitare il territorio – Sulla via del Salone”, la direttrice territoriale del progetto Abitare il territorio, pensata come un progressivo cammino di avvicinamento agli appuntamenti che si svolgeranno presso il Complesso del Santo Volto di Torino, in concomitanza con il Salone Internazionale del Libro OFF.
Il progetto parte da un'idea semplice: un territorio non coincide soltanto con i suoi confini geografici. È costituito dalle persone che lo attraversano, dalle relazioni che vi nascono, dalle storie che vi sono accadute e dalle tracce che ogni generazione consegna a quella successiva.
Sulla via del Salone traduce questa riflessione in un percorso concreto tra Borgaro e Torino. Non due punti separati sulla carta geografica, ma luoghi messi in relazione attraverso una successione di iniziative culturali capaci di coinvolgere spazi religiosi, civili, educativi e sociali.
Nel corso dei prossimi mesi il percorso sarà scandito da incontri, momenti musicali, testimonianze, esperienze artistiche e occasioni di dialogo, con una presenza alternata sul territorio e al Santo Volto. Ogni appuntamento avrà una propria autonomia, ma sarà parte di una trama comune che condurrà progressivamente alla nuova edizione di Abitare il territorio.
In questa geografia culturale Borgaro assume un ruolo centrale come luogo di attivazione e di primo incontro con la comunità, mentre il Santo Volto rappresenta il punto di convergenza e di sintesi del percorso.
Non si tratta quindi di trasferire semplicemente eventi da un luogo all'altro, ma di sperimentare una diversa modalità di costruzione culturale: partire dai territori, attivarne le relazioni e accompagnare persone ed esperienze verso un luogo comune di incontro.
Il Salone Internazionale del Libro OFF costituisce il contesto cittadino nel quale il percorso troverà una particolare occasione di visibilità e apertura, senza esaurirne però l'identità. Abitare il territorio mantiene infatti una propria struttura progettuale, nella quale il Salone rappresenta un momento di amplificazione e connessione con la città.
Arte contemporanea, musica, letteratura, ricerca, memoria e narrazione diventano così linguaggi differenti attraverso i quali tornare a osservare i luoghi che abitiamo.
Il primo segno di questa direttrice territoriale sarà affidato il 18 settembre al concerto “Voci fuori campo”, anche parte della rassegna “Le Note della Fede”, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Borgaro, dove musica, parola e memoria entreranno in relazione con lo spazio e con le storie della comunità. Proseguirà poi con una serie di appuntamenti: il 26 e 27 settembre le visite storico-artistiche e la mostra “Serica Fides. Storia e significati dei paramenti sacri della chiesa di S. Maria Assunta” a cura di Gabriele Costa e, sempre il 26, il concerto della Corale Universitaria di Torino; venerdì 2 ottobre “Nel nome del Re Sole”, presentazione del volume di Alessandro Mella sulla presenza degli eserciti francesi nel Piemonte di inizio Settecento, accompagnata dall'esposizione di documenti dell'archivio storico parrocchiale; infine, sabato 3 ottobre, “Com'è profondo il mare: racconti, poesie, canzoni sul mare”, reading-concerto a cura di Pierangela Tapparo e del Coro della “Banca del Tempo” di Borgaro.
Musica, storia, patrimonio, ricerca, documenti d'archivio, letteratura e memoria diventano così i primi linguaggi attraverso i quali “Sulla via del Salone” comincia concretamente ad abitare il territorio, mettendo in relazione la comunità di Borgaro con il percorso che nei mesi successivi condurrà verso Torino e il Santo Volto.
Proprio qui a Borgaro il percorso incontrerà anche MiTRA – Museo Immateriale delle Trame della vita quotidiana, progetto dedicato alla raccolta e alla restituzione delle storie individuali e collettive che attraversano i territori.
Sulla via del Salone nasce dunque come un percorso in movimento: da Borgaro a Torino e, idealmente, da ogni luogo verso gli altri luoghi, poichè abitare un territorio significa anche imparare a riconoscere ciò che abbiamo davanti ogni giorno, accorgersi delle storie che conserva e permettere a quelle storie di tornare a dialogare con il presente.
Non soltanto una via da percorrere, ma un territorio da leggere, ascoltare e abitare.
Ufficio stampa e informazioni
ATB Associazione Culturale
Centro studi e ricerca sul contemporaneo