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ECONOMIA E LAVORO Precedente  Successivo
 
05/04/2012Associazione Industriali di Novara
 
 
QUALCHE SPIRAGLIO PER L'INDUSTRIA NOVARESE
 
Migliorano, pur rimanendo negativi, i principali indicatori
 
L'industria novarese comincia a intravedere l’uscita dalla crisi, anche se l’incertezza rimane ancora forte in tutti i comparti produttivi. Dalle previsioni congiunturali elaborate dall’Associazione Industriali di Novara per il secondo trimestre dell’anno (riportate integralmente sul sito internet “www.ain.novara.it”) emerge che saldo tra gli imprenditori che si dichiarano ottimisti e i pessimisti sull’incremento della produzione tra aprile e giugno 2012 è passato da -11,2 a -2,8 punti, assestandosi sui livelli di inizio 2011.
«Il barometro congiunturale – osserva il presidente dell’Ain, Fabio Ravanelli – è lontano dai valori depressionari dell’autunno scorso e per l’Italia si registrano timidi segnali di svolta, che potrebbero trovare conferma dopo l’estate. L’incertezza è però ancora elevata e il rincaro delle materie prime, che un lato denota la ripresa della domanda internazionale, danneggia il potere d’acquisto dei Paesi consumatori». I saldi ottimisti/pessimisti relativi agli ordini totali ed esteri si attestano, rispettivamente, a +0,9 e +3,4 punti, in netto miglioramento rispetto alla caduta registrata nella precedente rilevazione (-16,3 e -7 punti). «Il commercio mondiale – aggiunge Ravanelli – è in ripresa, ma la debolezza degli scambi nell’area Euro frena i volumi complessivi. La fiacchezza del mercato del lavoro, inoltre, erode il reddito disponibile e i consumi delle famiglie italiane sono ancora fermi». I dati relativi al mercato del lavoro sono entrambi negativi. Il saldo ottimisti/pessimisti relativo alla volontà di procedere ad allargamenti della base occupazionale cala a -9,4 punti dai precedenti -8,6, mentre il 23,5% delle imprese intervistate (contro il precedente 20,7%) dichiara di voler fare ricorso alla Cassa integrazione guadagni. «Pur essendo un indicatore in ritardo rispetto a quelli relativi alla produzione – commenta il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – il mercato del lavoro denota, nel breve termine, prospettive sfavorevoli. La flessione dei livelli di attività registrata durante la fase più acuta della crisi, infatti, ha causato nell’industria ulteriori cali di produttività, che viene recuperata anche con riduzioni d’organico». In contrazione risultano anche le intenzioni di investimento: 41,3% e 15,4% sono le percentuali di imprese che dichiarano di voler fare, nei prossimi tre mesi, investimenti, rispettivamente, di ammodernamento della loro capacità produttiva e di ampliamento degli impianti (i valori della precedente indagine erano, rispettivamente, 46,1% e 19,1%). «I progetti delle aziende – spiega Curini – sono ancora frenati dalla debole domanda interna, dai margini erosi dal rincaro delle materie prime e da un credito più selettivo». Ritorna su livelli molto elevati, infine, la percentuale (59,8%) di imprese che dichiara un ritardo negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti (49,1% il dato precedente). In allegato il comunicato stampa completo.
 

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