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02/02/2012Istituto storia Resistenza e società contemporanea Biella-Vercelli
 
 
NUOVO NUMERO DE "L'IMPEGNO"
 
 
È uscito l’ottantasettesimo numero de “l’impegno”, rivista dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia.
Orazio Paggi riflette sulle differenti rappresentazioni del Risorgimento date dal cinema italiano, dai toni retorici e celebrativi del cinema degli albori, all’utilizzo propagandistico dell’argomento durante il regime fascista, ideale continuazione dei trionfi risorgimentali, fino alla visione più problematica e critica del secondo dopoguerra, da Visconti ai fratelli Taviani, al recente film di Martone, in cui dominano i concetti di Risorgimento come rivoluzione tradita e occasione perduta di trasformazione del Paese in senso democratico.
Marilena Vittone concentra l’attenzione sulle figure dimenticate di don Giuseppe Bianco, arciprete di San Grisante, e Raffaele Foa, ebreo di Casale Monferrato, studioso del Risorgimento, sostenitore delle idee e del progetto politico di Mazzini, dei quali ricostruisce il pensiero e le azioni, ponendo in primo piano gli eventi che portarono le loro strade a incrociarsi nel periodo segnato dalla persecuzione razziale e dalla guerra, e facendo emergere, sullo sfondo storico e sociale della Crescentino degli anni del conflitto, le personalità di due uomini capaci di scelte coraggiose, stimolo ancora oggi a vivere pienamente l’idea di cittadinanza.
Benedetta Carnaghi ripercorre l’intensa vita di Argante Bocchio “Massimo”, protagonista dell’antifascismo e della Resistenza nel Biellese - dall’iniziale influenza dell’anarchismo paterno, decisiva per la sua formazione ideale e politica, al ruolo attivo che ebbe nella cellula clandestina comunista di Mezzana Mortigliengo, alla sua adesione al distaccamento “Pisacane” durante la guerra di liberazione, fino al difficile e tormentato periodo vissuto in Cecoslovacchia e in Unione Sovietica nel corso degli anni cinquanta in seguito al suo coinvolgimento nel “processo Moranino” - raffigurando in toni chiaroscuri la militanza comunista di un esemplare uomo del Novecento.
Piero Ambrosio si sofferma sui provvedimenti di repressione del dissenso operati dalla Rsi in provincia di Vercelli tramite i tribunali militari territoriali, i tribunali provinciali straordinari e il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, ricostruendo, sulla base dei documenti del Casellario politico centrale e di altra documentazione della Direzione generale della Pubblica sicurezza, le biografie dei “sovversivi” che in quegli anni subirono provvedimenti restrittivi.
Tiziano Ziglioli analizza il romanzo di Beppe Fenoglio “Una questione privata”, evidenziando la stratificazione di significati leggibile in un’opera estremamente complessa, che si presenta non solo come una intensa e disperata storia d’amore, sullo sfondo della violenza e della tragicità della guerra, ma anche come cammino morale accidentato e tortuoso che il protagonista deve percorrere per il conseguimento della verità suprema, e che nel finale, di fronte all’esito fallimentare di una ricerca spirituale che cerca il senso ultimo al di fuori di sé, si capovolge nella consapevolezza del valore inestimabile del destino terreno dell’uomo.
Tematicamente connessa al saggio di Ziglioli è l’intervista “impossibile” a Beppe Fenoglio immaginata da Giacomo Verri, nella quale lo scrittore confida la passione e la fatica dello scrivere, esercizio di raffinamento della lingua e dello spirito, e racconta la fierezza dei personaggi dei suoi romanzi, chiamati a combattere individualmente contro la violenza e il male insiti nel vivere umano.
Marta Nicolo ripercorre le scelte, a volte sofferte, a volte ambigue, che il Partito comunista italiano, spinto dalla volontà di mantenere una propria specificità e originalità nel contesto della sinistra europea, compì nel corso della sua storia, in particolare nel rapportarsi alle vicende interne e internazionali che caratterizzarono gli anni dall’invasione militare sovietica della Cecoslovacchia alla “svolta della Bolognina”, sottolineando le difficoltà che incontrò nel misurarsi con una dimensione europea attraversata da profondi mutamenti politici e strategici e mettendo in evidenza la lucida consapevolezza che ebbe Berlinguer della necessità di un’evoluzione del partito verso una maggiore autonomia dal Pcus, nel quadro di una politica di distensione.
Laura Manione presenta le immagini della mostra “Sguardi sull’infanzia”, realizzata dall’Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita, che raccoglie una selezione delle fotografie scattate ai bambini da Giachetti, il quale, con occhio neorealista, senza che vengano mai meno il rispetto e il rigore, li ritrae negli ambienti della loro quotidianità, non nascondendo, accanto al taglio documentaristico, il proprio coinvolgimento emotivo, reso evidente da una vena poetica inusuale nel suo lavoro.
Sabrina Contini descrive i documenti di Annibale Giachetti “Danda”, comandante partigiano tra i protagonisti della Resistenza nel Biellese, oggetto di una recente attività di riordino e inventariazione resa agevole dalla precisione e puntualità del conservatore, che, consapevole della loro importanza storica, li ha destinati all’archivio dell’Istituto provvisti di un prezioso elenco analitico, a dimostrazione di una cura e un’attenzione particolare al loro valore di testimonianza.
Conclude il numero della rivista il ricordo di Antonino Villa, socio fondatore dell’Istituto, scomparso nel maggio dello scorso anno, che Marilena Vittone definisce “politico e intellettuale di altri tempi”, guidato in tutti gli incarichi che ricoprì, tra cui la vicepresidenza dell’Istituto dal 1974 al 1988, da correttezza e senso delle istituzioni. L’ultimo numero della rivista è in vendita nella sede dell’Istituto (via D’Adda, 6, Varallo), al prezzo di 10,00 euro. Dal 2012 scatteranno gli adeguamenti tariffari imposti dai costi generali, di seguito riassunti: singolo numero 12 euro; abbonamento annuale 20 euro; formula abbonamento annuale + tessera associativa 32 euro. Conto corrente postale per i versamenti n. 10261139, intestato all’Istituto.
 


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