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16/11/2011Comune di Nichelino
 
 
CONVEGNO MEGLIO GIOVENTU'
 
 
Salone del Centro Grosa pieno, venerdì 11, per il convegno organizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili, guidato dall’assessore Diego Sarno, “La Meglio Gioventù” che ha portato a Nichelino alcuni giovani che non si sono arresi alle difficoltà e sono rimasti, a volte in situazioni davvero difficili, in Italia. Particolarmente toccanti le testimonianze dello studente Rosario Esposito La Rossa di Scampia che ha avviato culturali per salvare i ragazzi del quartiere dagli artigli della Camorra, di Davide Riccobono fondatore di “Addiopizzo travel” a Palermo, e dell’immigrato somalo Ahmed Abdullahi che dopo un viaggio avventuroso attraverso l’Africa e il Mediterraneo, è approdato a Settimo torinese dove lavora come mediatore culturale per l’associazione “Terra del fuoco”. Hanno portato la loro testimonianza anche Matteo Bernardini, regista, Valentina Linzacasa, image management, e il nuotatore nichelinese Mattia Schirru. Ad ascoltarli gli studenti delle superiori nichelinesi. Il convegno è stato introdotto dal sindaco di Nichelino Giuseppe Catizone, che guida una giunta giovanissima, e che ha invitato i giovani a prendersi il futuro, non aspettarselo dagli altri. «Abbandonate la mentalità indotta da programmi come il “Grande fratello”, dove siete spettatori di ciò che capita ad altri, non protagonisti – afferma Catizone – Immaginate come volete il futuro. Occupate i partiti, l’economia le associazioni».  Sarno aggiunge che si può vincere in Italia la propria scommessa di vita. «Non ascoltate chi vi invita ad andarvene: gli esempi di un’Italia migliore non mancano». L’assessore provinciale alle Politiche giovanili Marco Balagna ha consegnato ai ragazzi presenti i braccialetti tricolori per i 150 anni dell’Unità italiana. Poi è stato il momento delle testimonianze.  «Nel 2004, durante la guerra di camorra di Scampia, è morto mio cugino che era un ragazzo disabile e si trovò in mezzo ad una sparatoria – racconta La Rossa – Perché restare a Scampia? Perché è casa mia . Ho partecipato alla fondazione dell’associazione di teatro civile Vodisca (acronimo di Voci di Scampia) e di un coro. All’associazione è stata regalata una casa editrice e con i soldi in cassa abbiamo dato vita ad una biblioteca popolare per i ragazzi del quartiere che oggi conta su 16mila libri donati. Si può cambiare, noi ci stiamo provando. Come scrisse il poeta Neruda: “Possono tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno la primavera”. Credo che tutti quanti dobbiamo avere il coraggio dei salmoni e risalire la corrente».
Riccobono ricorda come “Addiopizzo” sia nata in maniera spontanea. «Abbiamo appeso dei manifesti in cui dicevamo che bisognava reagire al racket – spiega il giovane palermitano – In poco tempo hanno aderito in tantissimi, spinti anche dai figli, e alcuni mafiosi intercettati hanno ammesso che proprio la nostra associazione aveva reso problematica la loro attività. L’agenzia di viaggi “Addiopizzo travel” lavora molto con gli studenti. Credo che viviamo tutti in un paese di cui occorre innamorarsi: per questo propongo scambi soprattutto fra i giovani delle diverse parti d’Italia». Abdullahi è da tre anni in Italia. «Sono passato attraverso grandi difficoltà – spiega – Nel mio paese studiavo giurisprudenza, ma ho dovuto abbandonarlo a causa della guerra. Da noi l’Italia è considerata un punto di riferimento: tanto che si usano normalmente parole italiane, un retaggio del passato coloniale. Arrivato qua, sono finito in un Centro di accoglienza degli immigrati. Purtroppo non è facile inserirsi perché non si conoscono neanche bene le regole. Mi sono dovuto muovere per imparare l’italiano, ho fatto un tirocinio di 4 mesi, e poi ho iniziato a collaborare con Terra del Fuoco per aiutare chi entra nel paese non conoscendo nulla». Le testimonianze di Bernardini, Linzacasa e Schirru sono invece quelle di giovani torinesi che, pur fra mille difficoltà, stanno riuscendo ad aprirsi un varco nella professione che si sono scelti. Il pubblico ha seguito il convegno con grande attenzione e alla fine non sono mancate le domande ai giovani rappresentanti della meglio gioventù italiana.
 

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