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20/09/2011Città di Cuneo
 
 
INCONTRO SUI MANCATI TRASFERIMENTI STATALI AL SETTORE SOCIO-ASSISTENZIALE
 
profondo sconforto per la quasi totale assenza dei parlamentari cuneesi
 
Si è svolto ieri mattina, lunedì 19 settembre, presso la sala Giunta del Comune di Cuneo un incontro sui mancati trasferimenti dello Stato alle Regioni nel settore socio-assistenziale. Il confronto, al quale erano invitati i 6 rappresentanti della provincia di Cuneo in parlamento (gli On. Costa, Crosetto, Davico, Delfino, Menardi e Zanoletti) è stato convocato, come si legge dalla lettera inviata in data 30 agosto, perché «il perdurare del ciclo economico negativo ha ampliato la fascia e le casistiche del disagio sociale al quale istituzionalmente i servizi socio-assistenziali dei Comuni devono far fronte. In un contesto di questo genere, i Comuni e gli Enti Gestori dei servizi su citati non possono che palesare il loro disappunto per la riduzione dei trasferimenti statali (quantificati dalla Regione Piemonte nell’11%) che, a cascata, si riflettono in riduzioni dei trasferimenti regionali destinati alla gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Su queste tematiche sarebbe gradito un incontro con Lei e con gli altri Parlamentari eletti nel Cuneese, al fine di condividere, in un confronto franco e costruttivo, le difficoltà finanziarie che stanno interessando il nostro Paese ed i disagi che emergono dal territorio. […]» L’incontro, che ha visto la partecipazione dei Sindaci, o loro delegati, delle “7 sorelle” e i rappresentanti dei Consorzi della provincia di Cuneo, è stato però snobbato dai parlamentari cuneesi, con l’unica eccezione del deputato Teresio Delfino, lasciando molta amarezza negli intervenuti. Disagio subito espresso dal Sindaco di Morozzo Piero Vittorio Rossaro, che nel suo intervento ha sottolineato come i parlamentari abbiano l’obbligo di accogliere le proteste, o per lo meno di stare a sentire i rappresentanti locali. Se infatti i Sindaci non riescono a farsi ascoltare dai livelli istituzionali più alti, non ha più senso il loro ruolo. L’Assessore alle politiche sociali di Savigliano Maria Silvana Folco ha invece sottolineato come i tagli attuati dal Governo in realtà non porteranno i risultati attesi di risparmio, ma invece rischiano seriamente di far lievitare i costi per le comunità locali e per le famiglie. Infatti i primi servizi tagliati saranno le attività di prevenzione, ad esempio i centri di aggregazione giovanile o gli operatori di strada, creando ulteriore disoccupazione e costi aggiuntivi, visto che un solo ragazzo mandato in una struttura pubblica costa come un intero progetto di prevenzione su strada. La Folco ha chiuso il suo intervento manifestando forti timori sul possibile scoppio, anche in Italia e in Piemonte, di proteste sociali forti come già successo in Francia ed in Inghilterra. Gabriella Aragno, Presidente del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, ha ripreso i medesimi concetti, presentando altri esempi di possibili nuovi costi derivati dai tagli del Governo, come il problema di alcuni anziani che, se non seguiti in apposite strutture, rischiano di generare spese ben più alte rivolgendosi ai Pronto Soccorso e alle altre strutture sanitarie. Secondo lei questi sono tagli «sulla carne viva della popolazione», che non si possono scaricare interamente sul volontariato. Infine la Aragno ha manifestato sconcerto per l’assenza dei parlamentari invitati, sottolineando la profonda insensibilità della “politica dei livelli più elevati” verso i problemi delle persone. Anche Maurizio Bergia, Assessore alle politiche sociali di Fossano, ha manifestato il suo sconforto, ribadendo il distacco tra i politici nazionali e la vita reale (con anche una battuta sulle dichiarazioni di Castelli durante la puntata di Piazza Pulita su La7, in cui si dichiara “povero” a fronte di un reddito di 145.000 euro), in quanto i nostri parlamentari, essendo “nominati”, non si interessano più del territorio e della vita delle persone, ma solo di rimanere al potere. Secondo Bergia solo ascoltando chi si trova giornalmente ad affrontare i problemi del welfare si potrebbe tracciare un percorso serio e concreto per risolvere i problemi, ma anche la Regione, non solo i parlamentari, rifiuta questo dialogo («la Regione non ha nemmeno un assessore al Welfare e Cota, che ha le deleghe, preferisce inaugurare una macelleria meccanica privata piuttosto che incontrare i Sindaci, il mondo del volontariato e le famiglie alle prese con persone in situazioni di disagio»). Anche per lui il timore di proteste sociali violente è molto alto e, proprio per questo, è necessario continuare nella battaglia per mantenere i consorzi, evitando ulteriori sprechi.
Il Sindaco di Saluzzo Paolo Allemano ha invece citato un recente rapporto dell’IFEL che, in un apposito studio sulla materia, ha quantificato i costi per ogni singolo cittadino, derivati dai tagli, in una cifra compresa tra i 101 e i 177 euro.  Infine Erio Ambrosino, Assessore alle politiche sociali del Comune di Cuneo, ha provocatoriamente affermato che «È tempo di resistenza!» per significare che, oltre alla sensibilità sul tema, è necessario anche ridare peso alle responsabilità della classe politica. Per questo la battaglia deve essere combattuta fino in fondo, anche in modo duro e con azioni clamorose, «altrimenti nessuno, come si vede bene oggi, ci darà ascolto». In questo clima non era semplice la posizione dell’On. Teresio Delfino, comunque apprezzato da tutti per la sua presenza. Il parlamentare cuneese (che in difesa dei colleghi assenti ha solo potuto affermare di stare attenti a dire che sono tutti uguali, perché ognuno ha una sua storia e una sua sensibilità) ha espresso amarezza per il decadimento dei rapporti tra i vari livelli delle istituzioni e per il decadimento culturale della politica, di cui i tagli lineari sono una conseguenza. «La democrazia non può evitare il confronto» è stato il suo commento finale. Nel merito delle istanze  espresse, ha garantito che se ne farà portavoce presso i colleghi cuneesi e l’intero parlamento, sposando appieno i timori espressi nell’incontro. Infine ha ribadito la necessità di “fare resistenza” e invitato i presenti ad organizzare una forte mobilitazione in difesa dello stato sociale.
In coda all’incontro, gli amministratori e i rappresentanti dei Consorzi della provincia di Cuneo intervenuti hanno infine stabilito di mantenere un tavolo di lavoro permanente sul tema, per organizzare al meglio la protesta ma anche la fase di proposta, e di scrivere una lettera aperta ai parlamentari cuneesi non intervenuti (lettera che verrà inviata nei prossimi giorni) per cercare di trovare un momento di incontro per ribadire la loro forte preoccupazione per i tagli al welfare.
 


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