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17/12/2010Comune di Fossano
 
 
IL BUE DEI DUE MONDI
 
 
Nella serata di mercoledì 15 dicembre si è tenuta un’originale iniziativa di promozione del nostro territorio dal suggestivo nome: “Il Bue dei due mondi”. Presso il ristorante “Moderno” di Carrù, in occasione della 100a edizione della Fiera del Bue Grasso, una quarantina di commensali hanno potuto vivere una “cena speciale” in cui si sono gustati i 5 prodotti IGP dell’eccellenza cuneese: porro di Cervere, cappone di Morozzo, bue di Carrù, lumaca di Borgo e vitello piemontese.

Durante la cena è stato realizzato un collegamento in videoconferenza con il locale “Eataly” di New York durante il quale il signor Nicola Farinetti ha illustrato come la carne e le specialità dell’eccellenza cuneese siano servite e cucinate allo stesso modo sulle due sponde dell’Atlantico sottolineando come gli “yankees” hanno imparato ad apprezzare le specialità gastronomiche della Granda.

L’anima dell’iniziativa è stato Sergio Capaldo, Presidente del Consorzio “La Granda” (Presidio Slow Food del Vitello piemontese) che è riuscito a dare un altro momento di grande visibilità all’evento grazie al collegamento telefonico con la trasmissione “Decanter: l’eno-gastronomia dell’etere” in diretta su Rai Radio 2.

Durante la cena promozionale hanno preso la parola: l’Assessore al Commercio del Comune di Carrù Antonio Morra, il Sindaco di Fossano Francesco Balocco, l’Assessore fossanese alle Attività Produttive Emilio Bertero, Antonio Battaglia del ristorante “Moderno” di Carrù e il dott. Guido Giordana coordinatore delle 5 eccellenze cuneesi.
 
I commensali, tra un collegamento e un’intervista, una ricetta di cucina e una battuta spiritosa, hanno potuto gustare una serie di prelibate portate che il signor Battaglia, con lo staff del ristorante “Moderno”, hanno preparato.

Un’iniziativa insolita ed innovativa, che ha riscosso il gradimento degli intervenuti, tutti d’accordo sulla necessità di estendere e migliorare la promozione del nostro territorio così ricco di tradizioni, prodotti eccellenti e piatti prelibati, una missione da portare avanti in modo sinergico tra le diverse realtà locali e tra pubblico e privato per fare si che “la Granda diventi davvero grande”.


Di seguito riportiamo il contributo per la promozione dell’evento del patron Sergio Capaldo

Il centenario della fiera del bue grasso, storica eccellenza gastronomica Piemontese, è un’occasione imperdibile per parlare delle altre raffinatezze che caratterizzano il nostro territorio.
Questa cena, fortemente voluta dagli organizzatori e dagli addetti ai lavori, ci fornirà lo spunto per ragionare sull’importanza della tutela dei nostri prodotti tipici: da sempre il Piemonte, ed in particolar modo la Provincia Granda, è un territorio che sa dare molto a chi lo sa rispettare e sfruttare con rispetto e passione.
La tutela delle nostre tipicità, insieme alla valorizzazione della loro territorialità, ha portato alla creazione delle cosiddette “5 eccellenze” della Provincia Granda: questa sera avremo occasione di assaggiarle tutte, e di parlarne anche con chi, di alcune di esse, è diventato ambasciatore nel mondo. E’ forse opportuno fare alcuni brevi cenni a questi 5 prodotti, per sottolinearne l’importanza e perché no, anche per gustarli meglio…
L’occasione della fiera del bue, la fama del bollito e la cornice di Carrù ci serviranno da spunto: è proprio dalla carne che è opportuno iniziare.
Cruda, bollita o con brodo sono i modi migliori per apprezzarne al meglio le qualità organolettiche. Il bollito di bue è il risultato del lavoro che rappresenta le radici dell’agricoltura cuneese: l’impegno che richiede questo tipo di allevamento, insieme all’eccezionale qualità del risultato nei vostri piatti, rendono questo prodotto un racconto di storia antica da mantenere e valorizzare, i cui protagonisti sono gli allevamenti e gli allevatori che con passione e orgoglio portano avanti questa tradizione secolare.
La carne cruda, prelibatezza fossanese, è entrata da poco a far parte delle 5 eccellenze: è un piatto che è stato rilanciato dall’Associazione La Granda, di cui il Comune di Fossano è socio ed importante promotore. Andrebbe solo condita con olio e sale per apprezzarne al meglio il gusto e la consistenza: ma per i piaceri della carne (non solo gastronomicamente parlando..) non esiste regola, e non esiste ricetta: dalla tartare all’aglio, le interpretazioni sono infinite. Quella che vi vogliamo proporre stasera si accompagna con un’altra eccellenza, quella del porro di Cervere. Diversamente dall’aglio e dal porro classico, quello di Cervere si accosta meglio al gusto della carne in quanto più delicato. La terra sabbiosa e meno compatta in cui cresce rende la sua fibra più tenera, ed il costante lavoro di chi lo coltiva è un ulteriore elemento che ne caratterizza il sapore.
L’altra eccellenza qui presente è quella del cappone di Morozzo, reso particolare oltre che dal suo gusto eccezionale anche dal rigido disciplinare che ne regolamenta l’allevamento e l’alimentazione. Insieme all’ Helix Pomatiae, la lumaca di Borgo San Dalmazzo, tipica delle nostre zone, costituisce un altro esempio di come la tutela e la valorizzazione di un prodotto passano non solo attraverso la promozione , ma anche grazie all’impegno ed alla passione di chi rende il proprio lavoro una missione.
Saranno presenti in un gemellaggio telematico anche dei commensali presso il ristorante “Manzo” di Eataly NY: per la prima volta la carne cruda viene proposta nella roccaforte della carne cucinata. La cultura alimentare statunitense per quanto riguarda la carne è profondamente differente dalla nostra, ed ha portato ad una selezione che premia carni più grasse, che poco si prestano al consumo crudo: si impazzisce per il sushi, e si teme la battuta… Il successo che sta avendo questo piatto oltreoceano è ulteriore conferma di quanto la cultura dell’alimentazione sia varia, e di quanto la tutela e la promozione di un prodotto siano la base per la salvaguardia di antichi riti e sapori.
Ed è anche e soprattutto grazie al rispetto ed alla passione che alcuni infondono nel loro lavoro che questo evento è stato reso possibile.

Dott. Sergio Capaldo

 

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