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CRONACA E ATTUALITÀ
ARTE E CULTURA - MOSTRE
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26/07/2012Adriana Cesarò - Giornalista
 
 
FABERGÉ ALLA VENARIA - IL GIOIELLIERE DEGLI ULTIMI ZAR
 
 


Dal 27 luglio fino al 9 novembre si potrà visitare la mostra “Fabergé alla Venaria - Il gioielliere degli ultimi Zar”.
Giovedì 26 luglio, presso la Reggia di Venaria, si è svolta la conferenza stampa, in presenza di una delegazione russa con la partecipazione di Tatjana Muntyan, esperta e studiosa delle opere di Carl Fabergé e Roman Thaker, organizzatore generale della mostra.
"E' la seconda mostra che allestiamo in Italia, ma questa, allestita nella meravigliosa Reggia di Venaria è la più grande in assoluto - ha spiegato Roman Thaker - in questa collezione ci sono delle nuove opere d'arte del gioielliere degli Zar che la nostra fondazione “The Link of Time” ha recuperato in giro per il mondo e riportato in patria, ed ora sono esposti di questa mostra"
Oro, gemme, diamanti, Uova imperiali, danno una luce straordinaria al percorso allestito presso le Sale delle Arti della Reggia.
"Questa è la mostra dell'estate, da non perdere. Non è soltanto la presentazione della collezione della raffinata arte di Carl Fabergé - dice l'assessore Michele Coppola ma è anche una unione, un'apertura verso il mondo culturale e in particolare quello della Russia. La mostra, di grande valore artistico e storico, rappresenta anche l'amicizia culturale che è senza confini"
E' una mostra preziosa ed imperdibile che permette di poter vedere ed ammirare i capolavori della più importante collezione al mondo di questo genere, i gioielli del celebre orafo Carl Fabergé e di altri rari monili dell'epoca imperiale russa.
"La Reggia di Venaria ha il destino di presentare la bellezza della cultura, della conversazione, dell' enogastronomia - ha detto il direttore Alberto Vanelli - in questo caso siamo onorati di presentare questa straordinaria mostra formata da più di trecentocinquanta oggetti preziosi e storici dal valore inestimabile"
Una mostra che pone la sua attenzione ai bellissimi Uova imperiali del Rinascimento, all'Uovo imperiale dell'Ordine di San Giorgio ma anche, alle tabacchiere d'oro, alle icone sacre, agli orologi e molto altro. La mostra aiuta a ricordare anche, i rapporti tra la corte dei Romanov e la corte dei Savoia.
"Fabergé è la formula magica della bellezza e dello sfarzo. Il nucleo, il cuore pulsante delle sue opere si materializzano in ogni oggetto prezioso esposto in questa mostra - spiega Tatjana Muntyan - la collezione esposta, delle Uova-gioiello, sono appartenute ad aristocratici russi ed alla famiglia della Zar"
La tradizione delle Uova Imperiali e la testimonianza di Vittorio Emanuele III
Ogni anno, nel giorno di Pasqua, seguendo la tradizione ortodossa, lo Zar regalava alla Zarina e all'Imperatrice madre un “Uovo” unico e prezioso. All'interno era contenuta una lussuosa sorpresa, simbolica, celebrativa di avvenimenti particolari legati alla storia del regno e della famiglia imperiale. A realizzarli con i materiali più preziosi il grande gioielliere russo, Carl Fabergé, detto “il Cellini del Nord”, che creò così uno dei miti di ricchezza e sfarzo della Russia imperiale. Era lo stesso Fabergé a presentare a corte il prezioso Uovo a cui lavorava per tutto l'anno per stupire lo Zar con l'originalità delle composizioni e la maestria delle creazioni.
La tradizione prese avvio dal 1885, quando Alessandro III regalò l'Uovo con Gallina all'imperatrice Maria Feodorovna e venne proseguita da Nicola II che dal 1894 fino al 1917 commissionò ogni anno due Uova, una per la moglie, la Zarina Alessandra Feodorovna, e l'altra per l'Imperatrice madre.
L'Uovo più spettacolare venne realizzato nel 1896, nell'anno della solenne Incoronazione di Nicola II come “Zar di tutte le Russie”. Per l'occasione la sorpresa dell'Uovo, realizzato in smalto giallo e decorato con aquile bicefale, fu il modello della carrozza dei sovrani (in oro, platino, smalto rosso, diamanti, rubini e cristallo di rocca) sovrastata dalla corona imperiale. Alle feste ricchissime organizzate per l'evento, ultime esibizioni pubbliche dell'antico sfarzo dei Romanov, partecipò anche, tra i re e i principi europei, il giovane Vittorio Emanuele III di Savoia, all'epoca principe ereditario di casa Savoia, che ne lasciò una bella testimonianza:
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La Mostra
Tredici esemplari unici delle famose Uova pasquali di Fabergé, eccellenza di una produzione artistica che raggiunse l'apice nel passaggio tra Otto e Novecento, sono presenti in mostra, tra queste, si trovano ben nove Uova-gioiello imperiali, ormai entrate nel mito, realizzate in oro, pietre preziose e materiali pregiati, oltre alla romantica sorpresa a forma di cuore dell'Uovo del 1897. La mostra è dedicata appunto alle opere di alta oreficeria realizzate dal celebre Carl Fabergé, conosciuto anche come Karl Gustavovič Faberže (1846-1920), Maestro gioielliere della corte imperiale dei Romanov. Sono esposti anche 350 preziosissimi capolavori prodotti dalla fabbrica orafa di San Pietroburgo, oggi appartenenti alla collezione della Link of Times Foundation di Mosca. Le opere svelano con la loro bellezza i segreti dei maestri orafi della Maison Fabergé nella lavorazione dei metalli e pietre preziose, oro, argento, cristallo di rocca, diamanti e perle, e soprattutto degli smalti trattati con procedimenti particolari tali da conferire sfumature di colori meravigliosi e cangianti. La mostra illustra il vasto repertorio di oggetti decorativi e accessori di rappresentanza prodotti dalla bottega orafa: dalle cornici per le sacre icone agli orologi, dai set da scrivania alle scatole da sigarette, alle fibbie, borsette e gioielli per signora.
L'evento espositivo della Venaria è anche l'occasione per rievocare i rapporti tra la corte dei Romanov e la corte dei Savoia, dalla visita del figlio e della nuora di Caterina la Grande, i cosiddetti “Conti del Nord” che nell'aprile del 1782 frequentarono proprio la Reggia di Venaria durante il loro famoso Gran Tour, fino al soggiorno dell'ultimo Zar Nicola II in Piemonte, nell'aprile del 1910, quando venne ricevuto al Castello di Racconigi dalla corte e dai rappresentanti del Governo italiano. Sono presentati, attraverso immagini fotografiche e apparati scenografici, i protagonisti del tempo e l'immenso territorio della grande madre Russia.
Il percorso di visita si articola in tre sezioni:
Sezione I
Lo splendore della corte dei Romanov Incentrata sulla spettacolare incoronazione di Nicola II del 1896 alla quale partecipò anche Vittorio Emanuele III di Savoia, all'epoca principe ereditario. Seguono oggetti preziosi, come scatole ornate di perle e pietre preziose, tabacchiere con i ritratti della famiglia imperiale e con il monogramma dei Romanov. A contorno sono presentate in grande formato fotografie storiche di Nicola II, della moglie Alessandra e dei loro figli.
Sezione II
La Fabbrica di Fabergé. Due sale presentano alcune delle tipologie più significative della produzione artistica e artigianale realizzate da Carl Fabergé nella sua grande bottega. Aperta nel 1842 a San Pietroburgo, l'azienda si ingrandì fino a contare quattro sedi in Russia e una a Londra con oltre 500 dipendenti per rispondere alle raffinate e altolocate committenze di tutta Europa. Con la Rivoluzione d'Ottobre, la famiglia Fabergé lasciò la Russia e Carl, ultimo dirigente della fabbrica di famiglia, morì a Losanna nel 1920. Oggi l'originaria Maison Fabergé di San Pietroburgo, dopo alterne vicende e passaggi di proprietà, ha ripreso la produzione delle Uova sui disegni originali trovati negli archivi di Stato. Tra i preziosi manufatti, sono presenti in mostra anche alcune icone sacre, create per la devozione privata, la cui decorazione in oro, argento e smalti incastonati raggiunse vette di puro virtuosismo artistico.
Sezione III
Le Uova imperiali. In esposizione sono presentate tredici Uova pasquali di Fabergé, delle quali ben nove commissionate dagli Zar e cinque da committenti privati, quali la duchessa di Marlborought, l'americana Consuelo Vanderbilt e la famiglia di industriali russi Kelch. Ad esse si aggiunge la sorpresa di un Uovo imperiale oggi disperso: uno splendido cuore rosso smaltato e ornato di diamanti, al cui interno si cela un trifoglio verde con le miniature imperiali. Sono esposti, inoltre, il primo Uovo imperiale ad essere realizzato, l'Uovo con Gallina del 1885, ma anche il penultimo, l'Uovo con la Croce di San Giorgio del 1916. Le Uova del 1917 non giunsero mai a corte per le note tragiche vicende storiche e lo sterminio dell'intera famiglia imperiale. Tra gli altri, il prezioso primo Uovo donato alla nuova Zarina Alexandra, il Bocciolo di rosa del 1895, e poi quelli del 1911, il romantico Uovo con l'Albero di lauro che racchiude un usignolo, e il celebrativo dei 15 anni del regno dello Zar, dove sono riprodotti i ritratti della famiglia imperiale e i principali episodi della loro vita.
Chiude il percorso espositivo la curiosa storia delle 54 Uova imperiali: dalla Rivoluzione del 1917 alla musealizzazione di parte di esse a Mosca, fino al collezionismo mondiale di oggi e al loro mito nel cinema e nella letteratura.
Realizzazione
Consorzio La Venaria Reale e The Link of Times Cultural and Historical Foundation di Mosca (creata dal grande magnate russo Viktor Vekselberg nel 2004 all'indomani dell'acquisto della collezione Fabergé, prima di allora proprietà di Malcom S. Forbes).
La Link of Times, con oltre 3.500 straordinari capolavori di Fabergé, è attualmente la più grande raccolta al mondo di Uova Fabergé: sta svolgendo un ampio programma di recupero di oggetti d'arte e storia che costituiscono l'identità russa, per riportarli in patria e renderli disponibili al grande pubblico in ogni parte del mondo La mostra nasce nell'ambito dalle celebrazioni culturali italo-russe organizzate nel 2011, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio italiano e il coordinamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È realizzata con il supporto di MondoMostre.
Per altre informazioni: www.lavenaria.it
vedere altre foto in allegati
 

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