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17/06/2010Azienda Ospedaliero Universitaria Molinette
 
 
“FARMACORESISTENZA: MECCANISMI MOLECOLARI, IMPATTO PRATICO, STRATEGIE DI INTERVENTO”
 
 
Mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 21, presso l’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino in via Po 18 (1° piano), si terrà la dodicesima seduta scientifica dell'anno 2010 dell’Accademia di Medicina di Torino dal titolo “Farmacoresistenza: meccanismi molecolari, impatto pratico, strategie di intervento”, in collaborazione con l'Accademia delle Scienze e con l'Accademia di Agricoltura di Torino. Relatori saranno il professor Roberto Mazzanti (ordinario di Oncologia Medica presso l'Università degli Studi di Firenze e direttore dell'Oncologia Medica dell'ospedale Careggi di Firenze), il professor Giovanni Appendino (ordinario di Chimica Organica presso l'Università del Piemonte Orientale) ed il professor Alberto Gasco (preside dell'Istituto di Chimica Farmaceutica). Le sedute sono pubbliche. Info: www.accademiadimedicina.unito.it.
La resistenza ai farmaci antitumorali da parte delle cellule neoplastiche è all’origine dell’insuccesso terapeutico nella maggior parte dei casi. Essa è responsabile della recidiva del tumore primitivo e/o della comparsa e progressione delle metastasi, anche quando i pazienti siano sottoposti a chemioterapia. Nel caso che si riuscisse a superare questa forma di resistenza da parte delle cellule del tumore, si potrebbe guarire la maggior parte dei pazienti. Esistono numerosi tipi di farmaco resistenza, ma si possono inserire in due  grandi categorie: endogena ed esogena. La prima origina direttamente dalle cellule tumorali ed è quella che si conosce più approfonditamente; la seconda insorge nelle cellule dei tumori a seguito delle loro interazioni con le cellule del nostro organismo.  Questo tipo di farmaco-resistenza è molto meno conosciuto a causa della più recente scoperta. Nell’ambito della farmaco resistenza endogena a sua volta si riconoscono una forma intrinseca alla cellula tumorale, presente ancor prima che il tumore sia trattato con la chemioterapia, ed una acquisita. Questa viene mostrata dalle cellule man mano che siano esposte ai farmaci antitumorali e quindi durante la chemioterapia.  Entrambi i due ultimi tipi di resistenza riconoscono una regolazione da parte di geni presenti in tutti gli esseri viventi, inclusi organismi unicellulari, quali ad esempio il plasmodio della malaria. Il gene maggiormente studiato è il gene MDR1, noto così dall’acronimo inglese di multiple drug resistance gene 1, che regola la sintesi di una proteina conosciuta come glicoproteina-P (P-gp). Questo gene di per sé conferisce le caratteristiche di farmaco resistenza alla cellula in cui sia iperespresso. Nell’uomo esistono anche il gene MDR2, che codifica per una proteina nota come MRP (multiple resistant protein), ed un altro di più recente scoperta, noto come BCRP (breast cancer resistant protein). Le tre proteine codificate dai tre geni svolgono attività di trasporto di numerose sostanze, tra cui i farmaci antitumorali, fuori dalle cellule consentendo alle cellule che le esprimono di vivere e proliferare ove altre cellule morirebbero per l’effetto tossico dei nostri farmaci. Il professor Roberto Mazzanti da molti anni si dedica allo studio di tali meccanismi ed è uno degli studiosi più noti a livello internazionale di questo settore. I fini della sua ricerca, che sarà presentata all’Accademia di Medicina di Torino, sono quelli di comprendere al meglio come sia regolata la comparsa della resistenza ai farmaci antitumorali  e come si possa interferire con i suoi meccanismi. Inoltre, essendo prima di tutto un medico oncologo, sta cercando di comprendere quali altri significati biologici possa avere la comparsa della chemioresistenza nei tumori, perché l’esperienza giornaliera di clinico gli insegna che la comparsa della resistenza multipla ai farmaci anti tumorali si accompagna a modifiche del comportamento del tumore, che lo rendono maggiormente aggressivo e letale per i pazienti. Conoscere bene questi meccanismi di regolazione e le loro conseguenze sul piano biologico potrebbero portare alla sintesi di  nuovi farmaci per la lotta contro i tumori.
 

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